apriti

#1934

novembre 13th, 2007

Cavallo-RaiHa ragione Filippo Facci: la Rai va chiusa.
Ma ha torto, Filippo Facci: la Rai non va chiusa e basta. La Rai infatti va chiusa a doppia mandata, le van messi i sigilli. Dopodiché, va fatto altro.
La Rai va bruciata.
Va istituito il reato di “Ricostruzione di associazione a delinquere contro sé stessi e il patrimonio culturale nazionale” in base al quale perseguire con belluina severità qualunque becero dirigente voglia approfittarsi del marchio e della rete di trasmissione dell’Azienda unicamente per ingrassare il proprio conto in banca, magari con la scusa che “facciamo prodotti popolari che la gente vuole e chiede”.
E con il ricavato della vendita di macchinari, mobili, soprammobili e suppellettili varie, vanno risarciti (in gettoni d’oro, come usava una volta) tutti coloro che da decenni pagano il canone per vedersi trattati, in cambio, alla stregua di idioti, animali ciechi senza coscienza e discernimento.
E di quel che resta - dell’edificio di Viale Mazzini, del cavallo, delle innumerevoli sedi esterne - va fatto un gigantesco falò. Un fuoco che bruci tutto e tutto purifichi.
Questo pensavo stasera, vedendo il primo dvd dell’Espresso su Carosello, dedicato a quanto proponeva l’omonimo programma, se così lo si può chiamare, tra il 1957 e il 1963, ovvero la preistoria della televisione italiana. Una televisione che si rivolgeva a un pubblico semirurale, in possesso di mezzi intellettivi (non intellettuali: intellettivi) estremamente modesti, di un italiano incertissimo e di una capacità di sintetizzare i vettori linguistici che gli si indirizzavano a dir poco primitiva.
Eppure di tutto questo, nei primissimi caroselli, non v’è traccia alcuna.
Non ci sono maestri che, dall’alto della loro cattedra, rubano la merenda ai bambini, che siccome sono ignoranti allora li si può raggirare come si vuole.
Nei caroselli, anche nei più antichi, può apparire qui e là qualcosa che al massimo possiamo prendere, oggi, alla stregua di innocente ingenuità, dovuta magari a qualche incertezza tecnologica o al gusto dell’epoca, ancora in via di costruzione. Ma ci sono (sempre!) ironia, ricerca, leggerezza e, perché no, cultura. Ci sono relax, ingegno, buona fede e trovate; persino autoparodia e, in qualche caso, addirittura divertimento metalinguistico: vedi i casi di Gassman e Govi, nel ruolo di grandi attori che sfottono la propria statura artistica di teatranti che si “abbassano” a reclamizzare un prodotto in tv per vile denaro.

Questo pensavo stasera, e non sapevo di pensarlo, anche tre ore prima di vedere il primo dvd di Carosello.
Quando ho acceso la televisione dicendo “vediamo un po’ questo Rino Gaetano“, laddove Rino Gaetano è la fiction televisiva in prima serata su Raiuno.
Diciamolo subito: qui non ci troviamo di fronte a un caso di mancato rispetto nei confronti del pubblico, bensì di aperto, patente, ostentato disprezzo del medesimo.
Non c’è niente, in Rino Gaetano, che non sia all’insegna di un “prendi i soldi e scappa”, e per ciascuna categoria professionale, nessuna esclusa. Dagli sceneggiatori (alcuni di gran nome) in giù, tutte le persone coinvolte in quest’autentica mascalzonata culturale devono sentire fetida la propria coscienza per aver imposto agli italiani il ruolo, umiliante e assolutamente non richiesto, di interlocutori imbecilli. Dalla superficialità della progettazione alla ridicolaggine del modo in cui si susseguono gli eventi; dall’assurdità delle situazioni proposte all’inverosimiglianza (chiamiamola così) dei dialoghi (chiamiamo così anche loro); dal taglio dell’inquadratura ai movimenti di macchina; dalle luci (sempre madreperla, sempre schiacciate) alla pesantezza del trucco che impasta le facce di tutti gli attori, tante grottesche moire orfei; dai parrucconi piazzati alla come viene alle due 127 per “rendere l’epoca”; dalla svogliatezza di attori infimamente (e perciò coerentemente) diretti, alle orribili musiche, onnipresenti tappetoni d’archi tremuli che impongono le svolte (?) dell’intreccio (?) con devastante prevedibilità invece che il contrario; insomma, tutto, proprio tutto di questa fiction, probabilmente presentata come “prodotto diretto ai giovani” per via dell’argomento e della presenza di altrettanto giovani “stelle”, è la misura dell’incantesimizzazione della Rai. Della vocazione, cioè, alle tinte fortissime, alla sottoculturaccia da fotoromanzo con una bassa, plumbea e cinica lega che mai peraltro il fotoromanzo, quello vero, si sarebbe permesso nella sua età dell’oro. Qui non si fa solo bieco mélo agiografico: qui si premiano cattiva qualità e scarsa professionalità con dolo, cattiva coscienza, e un cinismo oltre ogni limite.

Andate al ristorante, vi portano il pastone dei maiali. Non è che non hanno altro da servirvi: è che vi credono proprio maiali.
Ribellatevi. Ribellatevi ad Agostino Saccà, che vi dice che questa fiction vi ha arricchito quando è evidente che ha arricchito lui e i suoi affiliati, e impoverito tutti gli altri. Ribellatevi a gente della statura morale, umana e fisica di Fabrizio del Noce, ribellatevi a questi produttori irresponsabili e criminali che s’ingozzano coi vostri soldi e ridono di voi, o di quel che credono siate.
Ribellatevi a tutto questo, abbiate pietà di voi stessi e abbattete il cavallo (”morente”, si chiama proprio così) di Viale Mazzini, prima che sia lui ad abbattere voi.

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13 Responses to “#1934”

  1. soloparolesparse dice:

    La fiction era così così… ma questo è il magnifico video originale di ?Ma il cielo è sempre più blu?
    http://blog.libero.it/soloparolesparse/commenti.php?msgid=3578847&id=15123#comments

  2. franco dice:

    Parole sante, e aggiungo questa integrazione, dall’articolo di oggi di Aldo Grasso.

    «Una produzione Rai Fiction realizzata da Claudia Mori per la Ciao Ragazzi ». Il che fa supporre che questa fiction rientri nel «pacchetto Celentano» (volete Adriano in Rai? Il catalogo è questo…).

  3. elena petulia dice:

    E di mediaset, cosa vogliamo dire, avvoca’?
    Elenapetulia

  4. ThePetunias dice:

    Di Mediaset non sono evidentemente la persona più titolata a parlare. E’ stato fatto anche quello più volte (questa è la prima): Mediaset le sue porcherie le ha prodotte e mandate in onda, e chi mi conosce sa che non sono certo un aziendalista. Ma la realtà - al di là che il servizio pubblico è un’altra cosa, e non è retorica - è che in questo momento Mediaset sta mandando in onda la fiction più clamorosamente ben scritta, diretta e recitata degli ultimi vent’anni.

  5. simona dice:

    Ho visto solo la seconda puntata, ieri sera. Una roba che in confronto Distretto è The Departed e Beautiful (sempre sia lodato) Via col Vento. E mi chiedo: 1) ma i parenti di Gaetano si sono incazzati a dovere? se no, dovrebbero 2) la presenza di Rosita Celentano in una-scena-una rientra anch’essa nel pacchetto di cui parla Grasso, vero?

  6. ThePetunias dice:

    La presenza di Rosita Celentano rientra certamente, senonché mi pare davvero uno dei mali minori.

  7. carlito dice:

    I parenti (la sorella Anna) gliele hanno cantate chiare a quelli della Rai. Qui i dettagli http://www.delrock.it/news/2007-11/rino-gaetano-in-tv-un-occasione-perduta.php

  8. cecilia dice:

    io ho visto solo i primi 5 minuti, e mi è bastato.
    che peccato però, pensavo fosse bella.

  9. lu dice:

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=13005&sez=HOME_MAIL
    La fiction che Rino Gaetano avrebbe preso in giro

  10. Dario Salvelli dice:

    Quoto tutto, sono completamente d’accordo specie sulla “fiction” su Rino Gaetano: avrei preferito nel caso un film. A quando un’altra cosa del genere per Battisti? Inizio ad avere i brividi già ora immaginando.

  11. ThePetunias dice:

    Diciamo che la vedova Battisti è un filo più coriacea degli eredi Gaetano.
    Comunque se ne parlò seriamente qualche anno fa, a Mediaset.

  12. cecilia dice:

    e de andré? lo vogliamo lasciare senza fiction?

  13. Mammifero Bipede dice:

    Io avrei visto la seconda puntata, se non che hanno mandato il riassunto della prima e tanto mi è bastato… sembrava “Un posto al sole”!
    L’unica cosa RAI che guardo volentieri è Luciana Littizzetto!

    P.s.: il TG1 fa pena, il TG2 fa schifo.

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